Detrazioni per figli a carico

Oggi parliamo delle detrazioni per figli a carico per il 2012 e per la nuova tassa IMU.

La nuova normativa consente di fruire di detrazioni per i figli o per familiari a carico.

Entrambi i genitori possono usufruire della metà delle detrazioni.

Se i genitori sono divorziati chi usufruisce delle detrazioni sarà chi avrà i figli o i familiari a carico.

Secondo il Decreto Sviluppo dalla dichiarazione dei redditi 2012 non ci sarà più l’obbligo di comunicare al datore di lavoro il numero di figli per ricevere le detrazioni, in quanto se ne occuperà direttamente il fisco stesso.

Quali possono essere i familiari a carico?
Sono considerati familiari fiscalmente a carico tutti i componenti della famiglia che  nel 2010 hanno avuto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840 euro lordi.

Possono essere considerati a carico anche il coniuge ed i figli senza lavoro.

Qui di seguito poi ci sono gli altri componenti che potrebbero essere considerati a carico:    il coniuge separato

  •     i discendenti dei figli
  •     i genitori
  •     i fratelli
  •     i nonni
  •     i generi/nuore;
  •     i suoceri

Quali sono invece le detrazioni per la nuova tassa IMU?

Nel calcolo dell’IMU ci possono essere ulteriori detrazioni rispetto ai 200 euro iniziali, in quanto la detrazione base di 200 euro spetta a ciascun proprietario dell’immobile, ovvero se si hanno figli, fino al 26esimo anno di età si ha la detrazione di 50 euro, anche se il figlio lavora e produce reddito fino ad un importo massimo da portare in detrazione di 600 euro.

 

4 Comments

  1. Ide 64 Ide

    February 10, 2012 at 8:47 am

    Dall’I.C.I. all’I.MU per i genitori separati.

    Avevo un piccolo alloggio, una moglie dei figli, poi si sa succede che ci si separa. Correva l’anno 2004.

    Il giudice in presidenziale ha sentito le parti per circa 10 minuti a testa poi ha deciso che il bene dei figli era quello di essere affidati alla madre a cui assegnava la casa coniugale.

    Il Ministero delle Finanze, con le circolari 28.05.98 n.136/E, 27.05.99, n.120/E e 7.06.00 n.118/E indicava il coniuge assegnatario, in quanto titolare di un diritto assimilato ad un diritto reale sull’immobile, soggetto passivo dell’I.C.I.
    Anche le istruzioni alla dichiarazione dei redditi e le Guide fiscali per le famiglie pubblicate dall’Agenzia delle entrate avevano sempre avvalorato l’interpretazione del Ministero delle finanze.

    Io non pagavo l’ICI. Correva l’anno 2005

    La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza numero 18476 del 19/9/2005 decise che il coniuge assegnatario della casa coniugale non può ritenersi soggetto passivo dell’ici per la parte dell’immobile non di sua proprietà, in quanto il suo diritto non è un diritto reale di abitazione (come ad esempio nel caso di decesso del coniuge), bensì un diritto personale di credito, ossia di un semplice diritto di godimento dell’immobile per effetto della sentenza giudiziale.

    Io pagavo l’ICI come seconda casa. Correva l’anno 2006

    Nel 2006 veniva approvata la legge sull’affido condiviso, il giudice cancello la dicitura “affidati in maniera esclusiva alla madre” e scrisse “affidati in maniera condivisa ad entrambi i genitori”, null’altro cambiava.

    Io pagavo l’avvocato. Correva l’anno 2007

    Per ovviare a tale anomalia, La Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (GU n. 300 del 28 dicembre 2007) andava a inserire il comma 3-bis all’art. 6 del D. Lgs. n. 504 del 1992 stabilendo che: “Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta dovuta applicando l’aliquota deliberata dal comune per l’abitazione principale e le detrazioni di cui all’articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale”.

    Nel contempo il governo tolse l’ICI sulla prima casa.

    Io non sapevo se pagare l’ICI in quanto per restare vicino ai miei figli avevo acquisito nello stesso comune un altro immobile accedendo ad un mutuo bancario. Non mi sembrava giusto che lo stato penalizzasse, assoggettandolo a ICI, il genitore che decideva di rimanere accanto ai propri figli; del resto il diritto dei figli ad avere due genitori che si occupino di lui, è diritto riconosciuto inalienabile sia dallo stato italiano sia dalle convenzioni internazionali sul diritto dei fanciulli.

    Per fortuna il mio comune aveva assimilato a casa principale la casa in cui abitavano i parenti di primo grado e grazie a ciò io non pagavo l’ICI. Correva l’anno 2008

    Il paese era in crisi il Presidente del Consiglio fu costretto a lasciare il suo incarico e fu nominato un governo tecnico, il nuovo Governo decise di sostituire l’ICI con l’IMU l’Imposta Municipale Unica introdotta a opera del Governo Berlusconi IV col decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 , anticipandola di due anni anche in questa legge si prevedeva che l’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all’ articolo 6, comma 3-bis (coniuge separato non assegnatario della casa coniugale non proprietario di altro immobile nello stesso comune); ma non veniva più data la possibilità ai comuni di ovviare alle distrazioni legislative mediante assimilazione ad abitazione principale le unità immobiliari date in uso ai parenti.

    Si penalizzava nuovamente il genitore che decideva di stare vicino ai figli. Correva il giorno 6 dicembre 2011.

    Per portare più equità alla norma varata il governo decise d’introdurre un’ulteriore detrazione, 50 euro per ogni figlio a carico a condizione che sia convivente.

    La casa era assegnata a mia moglie e i figli abitavano con lei, io dovevo pagare l’IMU come seconda casa e non potevo usufruire di nessuna detrazione. Correrà l’anno 2012.

  2. Ide 64 Ide

    February 10, 2012 at 8:47 am

    Dall’I.C.I. all’I.MU per i genitori separati.

    Avevo un piccolo alloggio, una moglie dei figli, poi si sa succede che ci si separa. Correva l’anno 2004.

    Il giudice in presidenziale ha sentito le parti per circa 10 minuti a testa poi ha deciso che il bene dei figli era quello di essere affidati alla madre a cui assegnava la casa coniugale.

    Il Ministero delle Finanze, con le circolari 28.05.98 n.136/E, 27.05.99, n.120/E e 7.06.00 n.118/E indicava il coniuge assegnatario, in quanto titolare di un diritto assimilato ad un diritto reale sull’immobile, soggetto passivo dell’I.C.I.
    Anche le istruzioni alla dichiarazione dei redditi e le Guide fiscali per le famiglie pubblicate dall’Agenzia delle entrate avevano sempre avvalorato l’interpretazione del Ministero delle finanze.

    Io non pagavo l’ICI. Correva l’anno 2005

    La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza numero 18476 del 19/9/2005 decise che il coniuge assegnatario della casa coniugale non può ritenersi soggetto passivo dell’ici per la parte dell’immobile non di sua proprietà, in quanto il suo diritto non è un diritto reale di abitazione (come ad esempio nel caso di decesso del coniuge), bensì un diritto personale di credito, ossia di un semplice diritto di godimento dell’immobile per effetto della sentenza giudiziale.

    Io pagavo l’ICI come seconda casa. Correva l’anno 2006

    Nel 2006 veniva approvata la legge sull’affido condiviso, il giudice cancello la dicitura “affidati in maniera esclusiva alla madre” e scrisse “affidati in maniera condivisa ad entrambi i genitori”, null’altro cambiava.

    Io pagavo l’avvocato. Correva l’anno 2007

    Per ovviare a tale anomalia, La Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (GU n. 300 del 28 dicembre 2007) andava a inserire il comma 3-bis all’art. 6 del D. Lgs. n. 504 del 1992 stabilendo che: “Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta dovuta applicando l’aliquota deliberata dal comune per l’abitazione principale e le detrazioni di cui all’articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale”.

    Nel contempo il governo tolse l’ICI sulla prima casa.

    Io non sapevo se pagare l’ICI in quanto per restare vicino ai miei figli avevo acquisito nello stesso comune un altro immobile accedendo ad un mutuo bancario. Non mi sembrava giusto che lo stato penalizzasse, assoggettandolo a ICI, il genitore che decideva di rimanere accanto ai propri figli; del resto il diritto dei figli ad avere due genitori che si occupino di lui, è diritto riconosciuto inalienabile sia dallo stato italiano sia dalle convenzioni internazionali sul diritto dei fanciulli.

    Per fortuna il mio comune aveva assimilato a casa principale la casa in cui abitavano i parenti di primo grado e grazie a ciò io non pagavo l’ICI. Correva l’anno 2008

    Il paese era in crisi il Presidente del Consiglio fu costretto a lasciare il suo incarico e fu nominato un governo tecnico, il nuovo Governo decise di sostituire l’ICI con l’IMU l’Imposta Municipale Unica introdotta a opera del Governo Berlusconi IV col decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 , anticipandola di due anni anche in questa legge si prevedeva che l’aliquota ridotta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze e la detrazione si applicano anche alle fattispecie di cui all’ articolo 6, comma 3-bis (coniuge separato non assegnatario della casa coniugale non proprietario di altro immobile nello stesso comune); ma non veniva più data la possibilità ai comuni di ovviare alle distrazioni legislative mediante assimilazione ad abitazione principale le unità immobiliari date in uso ai parenti.

    Si penalizzava nuovamente il genitore che decideva di stare vicino ai figli. Correva il giorno 6 dicembre 2011.

    Per portare più equità alla norma varata il governo decise d’introdurre un’ulteriore detrazione, 50 euro per ogni figlio a carico a condizione che sia convivente.

    La casa era assegnata a mia moglie e i figli abitavano con lei, io dovevo pagare l’IMU come seconda casa e non potevo usufruire di nessuna detrazione. Correrà l’anno 2012.

  3. Giulia_good

    March 22, 2012 at 7:17 am

    ma a che serve l’imu? Non hanno capito che la casa è già super tassata? Ma in Italia la proprietà privata è un reato?
    Mi stupisce la tranquillità e l’arrendevolezza degli italiani di fronte all’ennessima ingiustizia di uno stato assente indifferente e sempre assetato di soldi.
    Probabilmente pagheranno solo i soliti, che non aggirano le leggi.Facciamo un referendum sul fisco italiano e vediamo cosa ne pensano veramente gli italiani, aboliamo le tasse sulla proprietà per coloro che non le possono pagare, cioè per i redditi minori, e per quei figli vecchi come me senza lavoro, ma lo capiscono che così noi avremo meno risorse anche per cercare un lavoro? La proprità privata non è un furto.

  4. Giulia_good

    March 22, 2012 at 7:17 am

    ma a che serve l’imu? Non hanno capito che la casa è già super tassata? Ma in Italia la proprietà privata è un reato?
    Mi stupisce la tranquillità e l’arrendevolezza degli italiani di fronte all’ennessima ingiustizia di uno stato assente indifferente e sempre assetato di soldi.
    Probabilmente pagheranno solo i soliti, che non aggirano le leggi.Facciamo un referendum sul fisco italiano e vediamo cosa ne pensano veramente gli italiani, aboliamo le tasse sulla proprietà per coloro che non le possono pagare, cioè per i redditi minori, e per quei figli vecchi come me senza lavoro, ma lo capiscono che così noi avremo meno risorse anche per cercare un lavoro? La proprità privata non è un furto.

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